Quando il Salone Internazionale del libro di Torino diventa #saloneoff

Leggere l’hashtag del Salone Internazionale del libro di Torino fa venire in mente l’atletica leggera. Ginnastica per la mente, oppure cibo, come direbbe in Piemonte chi del food, soprattutto slow, ha fatto un business milionario. #salto30. È infatti giunta alla trentesima edizione la manifestazione editoriale inventata da Guido Accornero e Angelo Pezzana nel 1988. I milanesi la volevano per loro, invece i bugianen piemontesi, apparentemente impassibili, hanno rilanciato organizzando una edizione straordinaria. Quindi, mentre a Milano ha debuttato Tempo di libri, il Salone di Torino invita autori del calibro di Pennac, Sepulveda e Baricco. Il Salone internazionale del libro di Torino da spazio anche ad altre forme di comunicazione come la musica.

Salone Internazionale del libro di Torino

Paolo Conte sarà ospite al Salone. Si esibiranno, tra gli altri, due prestigiosi quartetti, il “Le boeuf sur le toit” con musiche trascritte di Francis Poulenc e Domenico Scarlatti e il quartetto di fisarmoniche “A modo nostro” con la trascrizione del III e IV movimento della celebre Sinfonia Pastorale di Beethoven. Alle 20 di ogni sera, tra il 18 e 22 maggio, il Salone Internazionale del Libro di Torino chiude. Il Salone off prende vita fuori dalla struttura di Lingotto Fiere. Altro che bugianen! Il capoluogo sabaudo è più vivo che mai e propone una miriade di iniziative spontanee che prendendo spunto dal fuorisalone meneghino. Milano voleva una fiera editoriale e l’ha avuta. Torino, con un SalTo poderoso, continua la sua corsa.

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